Collettivo Exarchia


Piegarsi vuol dire mentire

I fascisti sono strumenti dello Stato

Con la pubblicazione di questo testo di Peter Gelderloos, attivista anarchico statunitense immerso nel
vivo delle lotte sociali, vorremmo portare un contributo che possa fornire strumenti di analisi utili per
una comprensione del fenomeno del fascismo, della sua genesi storica, delle cause che ne permettono l’esistenza e che tutt’ora, in una fase storica caratterizzata da uno stato di “crisi permanente” e di “cannibalismo sociale”, ne stanno determinando la crescita, al fine di trarne suggerimenti pratici per la costruzione di un movimento autenticamente antifascista.

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Meno reti autorganizzate = più sicurezza?

Lo Spazio Pubblico Autogestito XM24, da quindici anni vivo e attivo nel quartiere della Bolognina, è di nuovo sotto attacco: dopo le diffamazioni a mezzo stampa, di recente lo spazio è stato il bersaglio delle polemiche sollevate in consiglio comunale dalla Lega Nord e Forza Italia.
Per chi si autorganizza a Bologna non è una novità: l’alleanza Questura-Prefettura ha preso possesso del potere politico ed esecutivo, e chi cavalca il terrorismo mediatico su “degrado” e immigrazione ne approfitta.
Negli ultimi anni le occupazioni, abitative e non, sono state (quasi) tutte sgomberate, e la repressione poliziesca agisce quotidianamente attraverso la massiccia presenza delle “forze dell’ordine” che fomentano razzismo, sessismo, xenofobia e soprattutto paura. Infatti, problemi sociali come povertà, disoccupazione, aumento degli affitti e carenza di alloggi in favore della speculazione edilizia, non vengono trattati come questioni sociali, ma come problemi di “ordine pubblico”; insomma, come è stato riaffermato solamente poche settimane fa in Consiglio Comunale dal sindaco Merola, «I poveri creano sensazione di insicurezza».

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Ovunque Kobane / Ovunque Resistenza!

Questo opuscolo sintetizza vari contributi apparsi sul tema, tra cui alcuni scritti di Abdullah Ocalan (su tutti Democratic Confederalism, London-Duisburg 2011), i due opuscoli Dai monti del Kurdistan (Cuneo 2012) e Nell’occhio del ciclone di Daniele Pepino (Valsusa 2014), articoli apparsi su Il Manifesto, Umanità Nova, Nunatak e quanto elaborato da euronomade.info, dal Collettivo Anarchico Libertario livornese e dal Nodo Sociale Antifascista di Bologna.

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Ripartire dalla Rivoluzione Sociale

Questo testo è, in origine, il documento fondativo di APO, una delle federazioni anarchiche attive attualmente in Grecia. APO ha sviluppato un percorso di adeguamento del pensiero libertario per un anarchismo sociale contemporaneo.
Qui viene tracciato un sentiero in grado di ricomporre quelle fratture che si son viste nel pensiero anarchico occidentale: conflitto e proposta, controcultura e apertura, organizzazione ed eterogeneità, realismo e coerenza politica. Elementi organici l'uno con l’altro, che le congiunture storiche e la crisi dell'anarchismo “classico” hanno poi posto in contrapposizione.

Questo documento, così come molti altri che speriamo di riuscire a tradurre e far circolare, vogliono provare a proporre una via d’uscita da una situazione di riflusso, che possa coniugare il rinnovamento con la coerenza politica.

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Il vero degrado è la polizia in Università

Il 25 ottobre, studenti e studentesse sono stati brutalmente caricati e malmenati dalla polizia in antisommossa per il semplice fatto di aver tentato un’autoriduzione nella mensa universitaria presente a piazza Puntoni.

Come al solito, l’unica risposta alle proteste per queste condizioni vergognose, è stata quella della violenza poliziesca: una monotonia che unisce l’UniBo con il comune, il PD e la questura.

Nella stessa logica rientrano la copertura delle azioni neofasciste, le campagne stampa istituzionali sessiste e razziste, le campagne “anti-degrado” del partito di governo e dei “comitati di cittadini” – come testimoniano i recenti fatti di Gorino – e non ultima la triste precarietà delle nostre vite.

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Disertiamo il reclutamento! NO al Recruiting Day

L’hanno chiamato Recruiting Day. Già la scelta delle parole dice tutto: “recruiting” richiama letteralmente, oltre all’idea dell’ingaggio lavorativo, anche l’immaginario dell’arruolamento militare. E questo è: una giornata organizzata dall’Alma Mater per reclutare il maggior numero possibile di persone e integrarle nel sistema di schiavitù proposto dalle grandi aziende presenti all’evento. Per quanto cosparsi di lustrini e paillettes, si parla dei soliti tirocini, lavori precari o non pagati e lavori con contratti ridicoli a tutele zero (altro che Garanzia Giovani). La sostanza è sempre quella di selezionare soggetti adatti alle mansioni iperspecifiche necessarie al mercato per trarre i massimi profitti, andando a pescare nel magma dei/delle giovani che non possono sottrarsi al ricatto del lavoro. La promessa di un salario o di un’assunzione è una grande menzogna, presentata come un premio anziché come un diritto.

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