Collettivo Exarchia


Piegarsi vuol dire mentire

NoEXPO: presidio in solidarietà con gli arrestati dall'Italia alla Grecia

Il 12 novembre a Bologna abbiamo voluto manifestare in modo concreto la nostra solidarietà agli arrestati per i fatti del Primo maggio NoEXPO a Milano. È stato quindi convocato un presidio in Piazza Verdi - in zona universitaria - che, dalle 18:30 alle 20:30, ha informato sulla situazione repressiva ribadendo la nostra solidarietà e vicinanza ai compagni arrestati in Italia e in Grecia. Uno striscione con scritto "dalla Grecia all'Italia tutt* liber*! Solidarietà agli arrestati NOEXPO - αλληλεγγύη" è stato appeso nella centrale via Zamboni.

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Solidarietà al Libera di Modena!

Il 19 novembre saremo a Modena, per il corteo a sostegno de* compagn* imputati a seguito dello sgombero, avvenuto nel 2009, del Libera di Marzaglia.
Quello spazio costituì un’esperienza eccezionale, teatro di socialità non mercificata, sperimentazione, politica orizzontale e autogestionaria.
Proprio per questo padroni e stato agirono di concerto per stroncare sul nascere l'anelito rivoluzionario di quel luogo. In quella occasione, con il pretesto della costruzione di un autodromo mai voluto, furono dispiegate forze spropositate di polizia e, dopo una resistenza durata tutta la giornata, il casolare fu fatto demolire la notte stessa.
Come se non bastasse, divers* compagn* furono portati a giudizio con accuse pesanti. All’oggi, un compagno rischia ancora 18 mesi di carcere.

Ma le gesta ed i momenti di solidarietà rimangono tanti e determinati.
E’ proprio questa solidarietà che vogliamo rafforzare ed estendere capillarmente, rendendola un valore condiviso ed universale.
Pertanto invitiamo tutt*, singoli e gruppi, a partecipare a questa mobilitazione per costruire legami di mutuo appoggio e sostegno reciproco.

Ci vediamo tutte e tutti a Modena giovedì 19 novembre alle ore 11!

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Basta fascismi in città! Liberiamo Bologna!

Rilanciamo l'appello a una mobilitazione antifascista lanciato dall'assemblea pubblica del 6 luglio

Al grido di «Prima i profughi italiani» e «Stop accoglienza business», l’estrema destra integralista di Forza Nuova annuncia di voler sfilare per le vie di Bologna sabato 11 luglio a partire dalle ore 10.

Nel dicembre del 2008 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiedeva «la messa fuorilegge del movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del partito fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista».

Ma oggi, con l’avanzare della crisi economica, il clima è cambiato. Istituzioni e centri di potere fanno a gara nel promuovere una cultura nazionalista e autoritaria, favorendo fra l’altro la riorganizzazione della destra.

A Bologna negli ultimi mesi la Questura ha espressamente negato l’ingresso nel centro storico a una manifestazione di Rom e Sinti che commemorava la rivolta antinazista del 16 maggio 1944.

A Bologna tutti i partiti e partitini della destra xenofoba tengono banchetti in centro per la loro propaganda d’odio razzista e sessista.

A Bologna il questore Coccia rispolvera leggi fasciste contro le lotte sociali e studentesche e dà invece copertura a ogni provocazione dell’estrema destra.

A Bologna il sindaco Merola, sempre ambiguo o silente sull’attivismo neofascista in città, non fa altro che invocare sgomberi, «legalità» e «sicurezza» in sintonia con la destra cittadina.

A Bologna l’ex rettore Dionigi ha militarizzato un’università sempre più oziosa e affarista per coprire un piano di speculazione edilizia a beneficio di rentier e clientele.

A Bologna l’arcivescovo Caffarra continua a sostenere e difendere i gruppuscoli cattonazisti e la loro campagna di diffamazione aggravata da misoginia, omofobia e sessismo.

È questa la città che vogliamo?

Una città di razzismo strisciante e di squadrismi istituzionali? Una città di disciplinamento soffocante dei comportamenti e delle sessualità? Una città di sgomberi, miseria e suicidi?

Basta fascismi in città! Liberiamo Bologna!

Presidio antifascista sabato 11 luglio in Piazza Nettuno alle ore 9

Per adesioni: staffetta at riseup punto net

- Adesioni in aggiornamento:

Nodo Sociale Antifascista
Mujeres Libres
Vag61
Laboratorio Smaschieramenti

Collettivo Exarchia
Circolo anarchico Berneri

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“Tu la chiami guerra e non ti spieghi il perché”

Lunedì 22 giugno - Dalle 17,30 a Scienze Politiche (Strada Maggiore, 45)

ore 18:00 - Che divisa porti fratello? Nessuna
Viaggio tra prima guerra mondiale, guerre coloniali e guerre odierne in un discorso che chiama in causa da subito il controllo dell'informazione da parte di stato e capitale. Incontro con il prof. Carlo D'Adamo curatore dell'omonima mostra.

ore 20:00 - 100 anni dopo: vecchie e nuove bugie di guerra, lettura a due voci
Letture antimilitariste di e con Daniele Barbieri e Agata Marchi come esercizio di memoria contro il militarismo e i nazionalismi che, come avvoltoi, si riaffacciano ai giorni nostri ancora una volta.

Ore 21:30 - Cent'anni a Nordest. Viaggio tra i fantasmi della “guera granda”
Wu Ming 1 presenta il suo ultimo libro assieme a Girolamo De Michele. “A Nordest il passato si confonde con il presente, tra memorie rimosse ed eredità inconfessate. Così ho deciso di studiare, intervistare, mappare, scrivere.”

Dall'apertura, sarà presente una sezione espositiva con una selezione della mostra Che divisa porti fratello? Nessuna a cura del Prof. Carlo D'Adamo.

Dalle 19.00 aperitivo mangereccio organizzato dal Circolo Anarchico C. Berneri aderente alla Rete Eat the Rich.

Nostra patria è il mondo intero!
Guerra agli oppressori!

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Basta sgomberi, solidarietà a La Rage

Appena passato lo show delle elezioni, in cui è stato evidente come i teatrini dei politici continuino a perdere credibilità ovunque, a Bologna si è svolto un altro atto della violenta campagna che mira a eliminare dalla città ogni spazio di dissenso e di alternativa culturale e sociale.
A farne le spese oggi è stata La Rage, un edificio inutilizzato da anni che è stato liberato dal noioso vuoto in cui era stato imprigionato, un progetto che mirava a radicarsi nei quartieri S. Donato e Bolognina che da anni vengono o puntualmente coinvolti in progetti di “riqualificazione urbana” miranti a distruggere il tessuto sociale esistente per diffondere la città vetrina, o abbandonati a se stessi con l'accusa di “degrado”.

Solidali con le compagne e i compagni de La Rage e con tutte le occupazioni.

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