Collettivo Exarchia


Piegarsi vuol dire mentire

Il vero degrado è la polizia in Università

Il 25 ottobre, studenti e studentesse sono stati brutalmente caricati e malmenati dalla polizia in antisommossa per il semplice fatto di aver tentato un’autoriduzione nella mensa universitaria presente a piazza Puntoni.
La Mensa, appaltata alla “cooperativa” Elior, è nota per essere la più cara d’Italia, con il pasto a 6 Euro, da poco ridotto di venti centesimi.
Inoltre intorno alle borse di studio si gioca un perverso meccanismo: per alcuni studenti, parte dei soldi della borsa – sia per scarsa informazione sia in maniera coatta – viene trasformata in “buoni” spendibili solamente in quella mensa e validi solo per quell’anno.


Come al solito, l’unica risposta alle proteste per queste condizioni vergognose, è stata quella della violenza poliziesca: una monotonia che unisce l’UniBo con il comune, il PD e la questura.

L’avevamo già visto il 22 marzo: allora la DIGOS sequestrò alcuni studenti nelle aule studio di Scienze Politiche solo perché “osarono” fare un banchetto e attaccare due fotografie del ricercatore Giulio Regeni, ucciso dal regime egiziano.
Anche in quel caso venne chiamata la celere, che non esitò a caricare all’interno dell’università e a pestare a sangue freddo anche i partecipanti a delle proclamazioni di laurea.

Il dato più preoccupante è che da qualche tempo, a Bologna, la polizia nel suo complesso ha assunto grande spazio di parola e di decisione sulle politiche in ambito universitario... alla faccia della tanto declamata autonomia accademica!
Ovviamente, le posizioni delle forze repressive sono sempre quelle: manganellare i dissidenti politici e denunciare chiunque capiti a tiro; strano però che il grosso movimento di spaccio, al netto di sporadiche “retate” che non portano mai a nulla, non venga minimamente intaccato: forse perché storicamente in quegli ambiti si trovano informatori della polizia stessa, sia perché garantisce un pretesto sempre buono per la presenza delle volanti.

D’altra parte questo modo di agire è perfettamente coerente con la tendenza nazionale: la mancanza di radicamento dei movimenti sociali e l’egemonia culturale del pensiero dominante permettono agli apparati repressivi dello Stato, coccolati e protetti, di agire in totale impunità e, in quanto stampella (o braccio armato) delle classi dominanti, di reprimere qualsiasi forma di dissenso sociale.

Nella stessa logica rientrano la copertura delle azioni neofasciste, le campagne stampa istituzionali sessiste e razziste, le campagne “anti-degrado” del partito di governo e dei “comitati di cittadini” – come testimoniano i recenti fatti di Gorino – e non ultima la triste precarietà delle nostre vite.
Non è un segreto per nessuno che il PD, rappresentando gli interessi di speculatori e palazzinari, da tempo punti a trasformare la zona universitaria in una nuova “vasca” fatta di negozi di catene, bar con distese, ristoranti ed alberghi di lusso per turisti e consumatori, e la semplicità con cui le forze poliziesche si stanno incuneando nelle questioni ad essa relativa, risulta sempre più inquietante.

Solidarietà al Collettivo Universitario Autonomo e a tutti/e gli studenti/esse colpite dalla repressione.

NON VIVIAMO PIÙ SCHIAVI/E!

Collettivo Exarchia

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Written by Exarchia on Thursday November 3, 2016
Permalink - Category: news - Tags: Cariche, Mensa, Comunicato, Solidarietà

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