Collettivo Exarchia


Piegarsi vuol dire mentire

Ovunque Kobane / Ovunque Resistenza!

Introduzione

In troppe parti del mondo la libertà, nelle sue inscindibili accezioni materiali ed etiche, si trova sotto l’attacco militare e/o culturale attuato da caste di potentati religiosi, economici e politici. Solo in pochissime eccezioni le oppresse e gli oppressi sono riuscite a mettere in campo le forze necessarie non solo a contrastare l’avanzata del terrore religioso, sociale e politico-economico, ma anche a procedere nella costruzione della società delle donne e degli uomini liberi. Con questo opuscolo vogliamo sia informare su quello che è accaduto e che sta accadendo nei territori del Rojava, sia fare una sintesi, per quanto parziale e in divenire, dei dibattiti e dei temi sociali che abbiamo letto e affrontato. Il Rojava è la regione settentrionale della Siria abitata soprattutto da popoli di origine kurda, infatti ci si riferisce ad essa anche come Kurdistan occidentale. Come anarchiche e anarchici abbiamo ritenuto importante darci e dare uno strumento agile per inserire questi contenuti nelle discussioni per la costruzione delle lotte degli/delle sfruttati/e sui territori. Difatti siamo convinti che solo con lotte autorganizzate che partano dal basso sia possibile creare una consapevolezza rivoluzionaria capace di spezzare le varie catene che ci legano. Lotte che devono emergere dai territori per solidarizzare, contaminarsi e federarsi con altre tendendo a una dimensione internazionale. Ciò che le donne e gli uomini del Rojava stanno portando avanti è una rivoluzione sociale che spazza via ogni illusione sull’organizzazione autoritaria degli Stati, che distrugge il patriarcato e immagina un rapporto diverso con l’ambiente. Sono temi che toccano anche noi che viviamo una condizione di precarietà generale e di disagio sociale dilagante. Non vi è una sostanziale differenza fra l’ISIS e i vari gruppi o partiti nazifascisti o ultracattolici che continuamente cercano di diffondere in ogni dove razzismo, omo-transfobia e intolleranza verso gli/le emarginati/e. La lotta per la libertà dei popoli del Rojava contro lo sfruttamento e il fondamentalismo religioso è anche nostra: è la stessa di quando ci battiamo per un’istruzione accessibile e di qualità, per la casa, per il cibo sano e alla portata di tutti/e, per il permesso di soggiorno e per l’abolizione delle leggi xenofobe contro i/ le migranti, per quando combattiamo contro cementificazione e mega-opere, oppure contro il lavoro gratuito e per il riconoscimento di un salario dignitoso. Prendere a esempio il Rojava nelle discussioni per la costruzione delle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori migranti e non, precari o no, disoccupate/o sottoccupati, vuole dire aggiungere valore e stimolo al raggiungimento di obiettivi che di per sé sono parziali, se non inseriti in una logica internazionale. Le immediate rivendicazioni materiali e morali assumono allora ulteriore forza se inserite entro una tensione più complessiva e radicale, quella per la costruzione, metro dopo metro, di una società di libere/i e uguali. Che è quello che sta accadendo in Rojava.

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Scritto da Exarchia il Friday November 4, 2016
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