Collettivo Exarchia


Piegarsi vuol dire mentire

Stop agli integralisti cattolici e ai neofascisti

Siamo una rete di associazioni, collettivi, spazi sociali, sindacati impegnati da anni nella difesa dei diritti individuali e sociali, sempre più erosi dalle politiche neoliberiste, che hanno creato il terreno fertile per l’avanzare di una cultura retrograda, sessista, volgare e violenta cavalcata dalle destre di questo paese.

Tutti gli spazi pubblici pluralisti e portatori dei principi di laicità dello Stato sono oggi sotto l'attacco di associazioni “integraliste cattoliche” e neofasciste: dal mondo della cultura a quello della scuola, dai teatri alle biblioteche, dai consultori agli ospedali, alle manifestazioni nelle piazze.
La saldatura tra la parte più reazionaria del mondo cattolico e gruppi neofascisti non è una novità. In nome di “Dio” e della “Natura” vengono identificati i nemici e programmate azioni esemplari per metterli alla gogna. Il protagonismo di integralisti cattolici e fascisti si concentra oggi sulla lotta contro la “teoria gender”, una teoria inesistente, costruita ad arte con lo scopo di avere un nemico identificabile, un pretesto per riproporre il rifiuto delle differenze e del pluralismo in nome di una verità assoluta, una monolitica identità radicata nella tradizione patriarcale cattolica (“Dio-Patria-Famiglia”) da contrapporre alla “degenerazione” dell'arte, della cultura e della politica e ai nuovi diritti nella società democratica. La scuola pubblica statale, laica e pluralista, è pertanto diventata uno dei terreni principali di questo scontro.

Da qualche anno a questa parte le scuole della nostra provincia, come molte altre in Italia, sono sistematicamente vittime di attacchi per aver affrontato a livello didattico temi quali l’educazione all’affettività e alla sessualità, la parità di genere, l'educazione alle differenze, il contrasto all’omofobia, normali attività didattico-educative che da anni vengono svolte all’interno delle scuole. Quello che si è creato in questi mesi è un clima generale di vera e propria caccia alle streghe, portato avanti dal mondo cattolico più reazionario, sostenuto anche da “Bologna 7”, il settimanale dell’arcidiocesi di Bologna, da politici locali in cerca di facile notorietà, da giornali di destra, da associazioni pseudo-culturali in difesa della “famiglia” e infine da movimenti neofascisti come Forza Nuova.

Particolarmente grave, quest’anno, è stato il crescere e il convergere di attacchi alle scuole dell’area Reno-Galliera: a gennaio le intimidazioni verso le classi che hanno scelto di andare a vedere al Teatro di Castello d’Argile lo spettacolo Fa’afafine, sul tema del bullismo omotransfobico nelle scuole; ad aprile e maggio le proteste contro il festival della letteratura per l’infanzia Uscire dal guscio e ora il caso delle presunte “nozze gay” celebrate dalle maestre in una classe della scuola di Poggetto (San Pietro in Casale). Notizia falsa riportata dalla testata on-line de Il Giornale, che ha continuato a circolare nonostante le pronte smentite delle interessate e della Preside della scuola.
Alle campagne diffamatorie a mezzo stampa e ai tentativi di boicottaggio dei progetti educativi, sono sempre seguite azioni di intimidazione (attacchinaggio di volantini non firmati, presìdi, striscioni razzisti e omofobi affissi fuori dalle scuole): ultima, in ordine di tempo, la comparsa di uno striscione fuori dalla scuola di Poggetto che recitava: “La vostra cultura è contro natura”, seguita da un comunicato di rivendicazione che attaccava l’operato complessivo delle maestre in quanto “femministe e progender” che “tentano di inculcare l’innaturalezza di comportamenti deviati durante le ore scolastiche”.
Un atto intollerabile contro le insegnanti, le alunne e gli alunni e le comunità coinvolte, nei confronti delle quali vogliamo esprimere con forza la nostra solidarietà.

Siamo convinte e convinti, però, che questi casi non siano isolati e non riguardino solo alcune scuole e comunità della provincia di Bologna. Quello a cui stiamo assistendo è il consolidarsi della peggiore cultura reazionaria clericale e neofascista, unite nel contrastare il modello di scuola democratica, laica, pluralista sancito dalla Costituzione. Un attacco chiaro alla scuola, ma volto a colpire un modello di società aperta, che rispetta e promuove ogni differenza.

È, quindi, ora che facciamo sentire forte la nostra voce per:
rendere pubblica la nostra solidarietà alle/agli insegnanti che quotidianamente educano al rispetto e alla pluralità e per questo continuano a subire minacce e intimidazioni nel silenzio quasi totale delle istituzioni;
sostenere la centralità dell’educazione alle differenze e alla parità di genere nella didattica, in ogni ordine di scuola e su tutto il territorio nazionale;
denunciare e contrastare la rinascita di movimenti neofascisti e le loro ideologie violente.

Il 20 giugno alle 11 ci incontreremo presso l’Ufficio Scolastico Regionale (via de’Castagnoli, 1 Bologna) per chiedere alla Direzione una netta presa di posizione in favore della libertà d’insegnamento e la solidarietà concreta verso le maestre di San Pietro in Casale e le/i docenti che in Emilia Romagna sono oggetto di continue intimidazioni a causa della loro didattica aperta e inclusiva.

Lanciamo infine un appello a tutte le cittadine e tutti i cittadini a manifestare il 29 giugno alle ore 18 in piazza Nettuno.

Per una società plurale, laica, antifascista.

Firmatari:

ANPI Pratello, Associazione Armonie, Associazione Il Progetto Alice, Associazione Primo Moroni - Nuova Casa del Popolo di Ponticelli “La Casona”, Centro Sociale TPO, Centro Studi Scuola Pubblica (Bologna), Centro di Documentazione della Scuola degli anni ‘70, Cobas Scuola (Bologna), Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Coordinamento Precari/ie della Scuola (Bologna), Associazione culturale Falling Book, Libreria Gateway, Labas Occupato, Mujeres Libres, Noi Restiamo (Bologna), Non Una di Meno (Bologna), Studenti Medi Autorganizzati, UAAR - Unione degli Atei, Agnostici e Razionalisti (Bologna), Donne in Nero (Bologna), Agedo Bologna "Flavia Madeschi", L'Altra San Pietro in Casale, Collettivo Exarchia, Vag61, USB Scuola (Bologna), Coalizione Civica (Bologna), Indie Pride - Indipendenti contro l'omofobia, MIT - Movimento Italiano Trans.

Scritto da Exarchia il Friday June 30, 2017
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